Missione di Accademia.. ACR-Onlus di fatto e CRV

ACRACCADEMIA 4658 - ONLUS " NO AL BULLISMO".
www.youtube.com/watch?v=zh7j-n104zk&feature=youtu.be http://accademia-acr.blogspot.it/ www.acraccademia.it/Il%20Civennese%20pag%201.html
“ACR e CRV.. svolge un’attività socio-culturale di prevenzione al BULLISMO. -‘dal 1987 ad oggi ”.. combatte le DEVIANZE GIOVANILI-il Cyberbullismo e "Bulli e Bullismo.. Vandali e Vandalismo” con l'OSCAR e crea protocolli d’intesa, tra operatori sociali, Associazioni, e Comitati. Breve Storia del Concorso di poesia/arti e mestieri OSCAR: Nasce nel 1987 a Milano, da un'intuizione di Sergio Dario Merzario, Rio, Semenza, Maderna e altri, prende il via il Concorso "IL BAGGESE". Acr, Repo e Paza nel 1999, lo trasformano nel trofeo lombardo ( che nel 2002 diviene TROFEO LOMBARDO LIGURE). Nel 2006 diventa OSCAR Internazionale CONTRO il BULLISMO con il contributo di Sergio Dario Merzario, Ketti Concetta Bosco , le biblioteche e l'Unicef Prov. di IMPERIA!”

lunedì 2 febbraio 2026

Milano con il Milanese e il Baggese a cura di CRV/Acr... grazie e vai... da Lia Quartapelle

 


Riceviamo da Lia Quartapelle  e volentieri pubblichiamo!

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Punto e a capo: fino a che non diventa emergenza

 a cura di Centro Ricerche Valassinesi


*IL PUNTO: COS'È SUCCESSO NELLA SETTIMANA PASSATA*


Ciao ,

buon inizio settimana. Tra il 21 e il 24 gennaio 2026 il ciclone Harry ha colpito duramente il Sud Italia. In Sicilia, la mareggiata, iniziata nella notte del 21 e proseguita per tre giorni, ha eroso e “strappato” tratti di lungomare: in alcuni punti sono spariti pezzi di strada, marciapiedi e piste ciclabili. Il Governo italiano ha stanziato finora 100 milioni di euro, da ripartire con Calabria e Sardegna. Ma la stima della Dipartimento della Protezione Civile in Sicilia parla di oltre 700 milioni di danni diretti, legati alle sole strutture da ricostruire: restano fuori, per esempio, le perdite di barche e pescherecci.


A Niscemi, il maltempo ha innescato una frana che ha devastato una parte del centro storico, fatto in gran parte di case di due o tre piani. Dopo lo smottamento, le abitazioni in un raggio di circa 150 metri dal burrone e lungo una fascia di quattro chilometri sono state sgomberate. La “zona rossa” potrebbe essere ampliata: la frana non si è ancora stabilizzata e i tecnici hanno segnalato il rischio di nuovi crolli e movimenti del terreno.


Quello che accade a Niscemi non è solo un disastro naturale. È anche lo specchio di un Italia in cui il rischio – idrogeologico, costiero, climatico – resta spesso un pensiero astratto, finché non diventa emergenza. Un Paese geologicamente giovane, con suoli e rocce talvolta friabili, dove la fragilità del territorio si somma a decenni di costruzioni nei luoghi sbagliati: abusivismo, condoni, pianificazione insufficiente, manutenzione rimandata. Anche qui la memoria conta: a Niscemi ci fu una frana già nel 1997 e molte abitazioni furono poi condonate e inglobate negli strumenti urbanistici approvati negli anni successivi.


Oltre all’aumento di eventi estremi, paghiamo il prezzo di aver “normalizzato” l’idea di vivere e costruire in aree pericolose. Serve una svolta culturale e politica: prevenzione e manutenzione come priorità, regole certe e applicate, sostegno a chi deve delocalizzare dalle zone ad alto rischio, e investimenti che anticipino le emergenze invece di inseguirle.


[Foto: di Case sul burrone a Niscemi - gennaio 2026]


Quello che accade a Niscemi non è solo un disastro naturale. È anche lo specchio di un Italia in cui il rischio idrologico e climatico  resta spesso un pensiero astratto, finché non diventa emergenza. Un Paese geologicamente giovane, con suoli e rocce talvolta friabili, dove la fragilità del territorio si somma a decenni di costruzioni nei luoghi sbagliati: abusivismo, condoni, pianificazione insufficiente, manutenzione rimandata. A Niscemi ci fu una frana già nel 1997 e molte abitazioni furono poi condonate e inglobate negli strumenti urbanistici approvati negli anni successivi.


Oltre all’aumento di eventi estremi, paghiamo il prezzo di aver “normalizzato” l’idea di vivere e costruire in aree pericolose. Serve una svolta culturale e politica: prevenzione e manutenzione come priorità, regole certe e applicate, sostegno a chi deve delocalizzare dalle zone ad alto rischio, e investimenti che anticipino le emergenze invece di inseguirle.



[Foto della frana a NIscemi - 25 gennaio 2026]


Sabato pomeriggio a Torino si è svolto un corteo a sostegno dell'Askatasuna, uno storico centro sociale sgomberato a metà dicembre. Il corteo era composto da manifestanti pacifici, molte famiglie erano presenti. Al termine della manifestazione, ci sono stati degli scontri con le forze dell'ordine. Mi hanno molto impressionata i video del poliziotto che viene preso a martellate, a cui esprimo tutta la mia solidarietà. In questo contesto delicato, di forte polarizzazione, la strumentalizzazione del governo delle violenze per criminalizzare tutti quelli che sono scesi in piazza pacificamente e per accusare le forze di opposizione di essere conniventi con i facinorosi, è da irresponsabili.

 

A CAPO: COSA TENERE D'OCCHIO PER LA SETTIMANA


Questa settimana in Aula discuteremo del DL sulle consultazioni elettorali e referendarie del 2026, della proposta di legge per l'istituzione della giornata in ricordo del naufragio del piroscafo britannico Arandora Star, discuteremo poi della mozione a contrasto della violenza digitale di genere. Mercoledì ci sarà l'informativa del Ministro Piantedosi sulla presenza degli agenti dell'ICE in italia durante le Olimpiadi Milano - Cortina e quella del Ministro Musumeci in ordine agli eventi meteorologici che hanno colpito la Sicilia, la Calabria e la Sardegna


Giovedì 5 febbraio ci vediamo in Fondazione Feltrinelli alle 18.30 per parlare di donne e diritto di voto, a 100 anni dalla morte di Anna Kuliscioff. Insieme a me interverranno Sara Poma, autrice del podcast "Con gli occhi di Anna", Luigi Vergallo, Marilisa Palumbo, Marta Stella, Alessandra Ghisleri e Anna Finocchiaro. L'ingresso è libero, ma è consigliabile la registrazione, qui. 


In Ucraina milioni di persone sono senza luce e riscaldamento a causa degli attacchi russi che continuano a colpire le infrastrutture energetiche. Associazioni italiane e della diaspora ucraina in Italia stanno unendo le forze per una raccolta fondi urgente per acquistare e inviare generatori e accumulatori. Il link per la donazione è qui.

 

A lunedì prossimo, 


Lia Quartpelle


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Grazie salutaci Claudio. Buon Lavoro,


Sergio.merzario@gmail.com

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